Manifesto

Il termine dialogo

Parole raccolgono significati

(Dal greco dià, “attraverso”

latino ITER , cammino

homo viator

Il dialogo come cammino

Per entrare in argomento

giro di idee

e logos, “discorso”

Le parole aprono mondi

il senso di qualcosa, di tutto

confronto verbale

Confronto: diversità e comunanza

tra due o più persone,

Il dialogo a due come unità di confronto

Il dialogo a più voci

Gruppi fino a 10 persone

Il numero e il tipo dei partecipanti

conoscersi tutti con tutti

allo stesso modo

Ma è possibile allo stesso modo?

mezzo utile

avere qualcosa da dire

esterno e interno

teoria della mente

empatia

intuire lo stato d’animo altrui

per esprimere sentimenti diversi

confronto di idee

dichiarare il proprio punto di vista

di partenza, di riflessione

portare argomentazioni

circolo ermeneutico

l’essere umano esiste in situazione

autodistanziarsi

discutere idee contrapposte.

Idee non partiti

Valutare un argomento

A prescindere da chi lo dice

Cogliere il riferimento personale

Intuire il messaggio principale

Contestualizzare lo scopo della comunicazione

Dire pane al pane e vino al vino

Pratica sociale,

società e comunità

Linguaggio corrente

I gerghi

Non per comunicazione

ma per marcare una differenza

Talk show

Dialogo tra sordi

Comizi in contemporanea

Pubblicità autoreferenziale

Comunicare per messaggi videoregistrati

Il ruolo del giornalista

Imparare a farsi delle domande

decodificare i propri bisogni

e quelli dell’altro

modello ideologico

dialogo socratico

sapere di non sapere

ignoranza non solo metodologica

forma letteraria,

scrivere il parlato

leggere lo scritto

pensare il riferimento

caratteristico di società

il villaggio globale

a larga facilità di comunicazione

mezzi di comunicazione

avere qualcosa da dire

la parola e la voce

parola e scrittura

forma espressiva funzionale a culture prevalentemente orali

la perentorietà dello scritto

la dichiarazione d’amore

la nota della spesa

i dialoghi di Platone

fermare un momento magico

che come tale non ritorna

sua utilizzazione come scrittura è una traccia manifesta di una situazione di oralità.

parole inutili

parole per non informare

parlare per non dire

la professionalità di chi fa finta di non capire

la burocrazia della forma contro la sostanza

In generale, il dialogo è fenomeno tipico della cultura cittadina

il paesello, sapere tutto di tutti

quale privatezza

non sapere chi è l’altro che vedi

che ti vede ma non ti guarda

sentirsi trasparenti

sentirsi riconosciuti

Si contrappone al racconto monologo,

parlare da soli

l’interlocutore immaginario

girare le stesse idee

uniformarsi alla mentalità corrente

non avere niente da dire

incapacità di ascolto

incapacità di empatia

chiedere ciò che non interessa

e che l’altro non vuole comunicare

trovare somiglianze nella diversità

trovare diversità in finte uguaglianze

diversità non differenza

culture di tipo contadino-popolare

il falò

i riti con parole standard

a sociologia poco sviluppata.

il mondo finisce nella tua contrada

quanti amici inviti al tuo matrimonio

amoci veri

amici finti

amici di scopo

amici presunti

conoscenti di vecchia data

la distanza ci fa sentire più vicini

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